Semestre filtro: il malcontento del primo appello
Il semestre filtro, la nuova modalità di accesso alle facoltà di Medicina e Chirurgia, è entrato ufficialmente nel vivo con il primo appello nazionale del 20 novembre 2025, che ha coinvolto oltre 50 mila studenti in tutto il Paese.
Quella che avrebbe dovuto rappresentare la riforma capace di superare il precedente test di ingresso sta però generando criticità, segnalazioni di irregolarità e un crescente malcontento, tanto tra gli studenti quanto tra famiglie e docenti.
Come funziona il semestre filtro
Il semestre filtro è aperto a tutti gli immatricolati, che frequentano lezioni obbligatorie di biologia, chimica e fisica. Al termine, gli studenti sostengono tre prove scritte nazionali da 31 domande ciascuna; per accedere alla graduatoria del 12 gennaio 2026 è necessario ottenere almeno 18/30 in tutte le discipline.
Gli appelli sono due (20 novembre e 10 dicembre) e i risultati del primo saranno pubblicati entro il 3 dicembre, con 48 ore per accettare o rifiutare il voto.
Fino alla pubblicazione della graduatoria, gli iscritti non sono ancora ammessi ufficialmente a Medicina: l’ingresso al secondo semestre dipende dalla posizione ottenuta e dai posti disponibili.
Il primo appello: irregolarità, foto online e caos in alcune sedi
La prima giornata di esami è stata segnata da numerose segnalazioni:
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foto delle prove circolate sui social e su canali Telegram;
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messaggi vocali e screenshot che parlano di copiature;
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aule sovraffollate, scarsa vigilanza e gestione difficile degli studenti;
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differenze nelle procedure tra atenei.
Le associazioni studentesche hanno chiesto chiarimenti al Ministero e l’annullamento di alcune prove, parlando di un sistema “fragile” e poco uniforme nella sua applicazione pratica.
Le disparità tra sedi e la doppia soglia di ammissione
Un’ulteriore criticità riguarda la non totale uniformità delle regole tra le università, soprattutto in fase di avvio del semestre filtro.
Tra le segnalazioni più frequenti:
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obblighi di frequenza differenti;
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modalità di vigilanza non omogenee;
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qualità delle lezioni percepita come discontinua;
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gestione logistica complessa per le sedi con coorti particolarmente numerose.
Al centro del dibattito anche la doppia soglia di ammissione: superare gli esami con almeno 18/30 e, successivamente, rientrare nella graduatoria nazionale in base al punteggio totale.
Ciò potrebbe generare i cosiddetti “promossi non ammessi”, studenti che superano gli esami ma non trovano posto nella graduatoria.
Le proteste: “nuovo sistema, vecchio test”
Secondo molte associazioni studentesche, il semestre filtro non ha abolito il numero chiuso, ma lo ha semplicemente spostato più avanti, dopo un semestre di frequenza e studio.
Le principali preoccupazioni riguardano:
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percentuali di ammessi considerate simili al passato;
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rischio concreto di perdere un anno accademico per chi non supera uno dei tre esami;
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forte stress psicologico dovuto a un sistema percepito come “una lunga selezione mascherata”.
Il peso economico sulle famiglie: affitti alle stelle e lezioni online difficili da seguire
Il semestre filtro ha avuto anche un impatto economico rilevante, soprattutto per gli studenti fuori sede. Molti, per poter frequentare le lezioni obbligatorie, hanno dovuto affittare una stanza o un appartamento in città universitarie già colpite dal caro-affitti: un investimento significativo per un percorso che, ad oggi, non garantisce l’accesso effettivo a Medicina.
Chi non ha potuto sostenere questi costi ha seguito le lezioni a distanza, con problemi segnalati in diverse sedi: connessioni instabili, difficoltà nel partecipare attivamente, scarsa interazione con i docenti e un generale senso di disorientamento dovuto alla mancanza di un contatto diretto con l’ambiente universitario.
Questi elementi hanno contribuito ad alimentare il malcontento: molte famiglie percepiscono il semestre filtro come un percorso impegnativo, non solo dal punto di vista formativo, ma anche economico e logistico, che potrebbe concludersi senza un ingresso reale a Medicina.
Cosa succede a chi non supera il semestre filtro
Gli studenti che non superano uno o più esami, o che non rientrano nella graduatoria nazionale del 12 gennaio, non potranno accedere al secondo semestre di Medicina. Tra le alternative possibili:
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iscriversi a corsi di laurea affini;
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ripetere il semestre filtro a settembre, perdendo, in questo modo un anno di tempo;
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valutare percorsi di Medicina all’estero, oggi sempre più considerati dalle famiglie italiane.
In molti casi, il timore principale è quello di aver investito tempo e risorse senza ottenere l’ammissione al corso di laurea desiderato.
Un dibattito destinato a continuare
Il semestre filtro nasce con l’obiettivo di ampliare l’accesso iniziale agli studi medici, ma il primo appello ha evidenziato problemi organizzativi, disuguaglianze tra atenei e un livello di incertezza che pesa fortemente sugli studenti.
Le prossime settimane saranno decisive: la pubblicazione dei risultati del primo appello, il secondo round di dicembre e la graduatoria nazionale del 12 gennaio 2026 determineranno l’efficacia reale della riforma e il suo impatto sul futuro dell’accesso alla carriera medica in Italia.